Norma istitutiva degli Istituti di Investigazione

Le prime disposizioni legislative che in qualche modo hanno interessato gli investigatori erano quelle che disciplinavano gli istituti di vigilanza privata, contenute nel regolamento approvato con R.D. 4 giugno 1914 n. 563. L'attività d'investigazione privata vera e propria venne più specificatamente regolamentata a partire dal 1926 con una specifica normativa contenuta nel Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) approvato con Regio Decreto 6 novembre 1926 n. 1846. ed emanato con R.D. n. 773 del 18 giugno 1931 (trattata nello stesso decreto di cui al Titolo IV "degli Istituti di Vigilanza e delle Guardie Particolari Giurate") e al relativo R.D. del 6 maggio 1940 n. 635 (Regolamento per l'esecuzione del Testo Unico 18 giugno 1931, n. 773 delle Leggi di Pubblica Sicurezza). La normativa poneva come requisito fondamentale il possesso di una apposita licenza rilasciata dal prefetto, non disciplinando però la figura.

Con l'entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale italiano nel 1989 l'art. 222 delle disposizioni di attuazione introdusse in via provvisoria il requisito una specifica competenza professionale, in attesa dell'emanazione di una disciplina specifica della figura;[1] in merito il R.D. 635/1940 trattando, negli artt. 257 e seguenti, delle disposizioni relative al rilascio o alla revoca della licenza prefettizia, specificava, al comma 4 dell'art. 257 bis che "nulla è innovato relativamente all'autorizzazione prevista dall'art. 222 delle disposizioni di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale per lo svolgimento delle attività indicate nell'art. 327 bis del medesimo codice".

Il decreto del Ministero dell'interno 1º dicembre 2010 n. 269, entrato in vigore in data 16 marzo 2011, ha dettato una specifica disciplina sugli investigatori privati: tra le novità è stata introdotta la distinzione tra le figure di investigatore privato e informatore commerciale, con l'introduzione di relativi requisiti tecnici e formativi richiesti. Diversi aspetti sono poi stati chiarificati dalla circolare del Ministero dell'Interno del 24 marzo 2011.

La Licenza Prefettizia - Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773

" Testo unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza "

TITOLO IV - DELLE GUARDIE PARTICOLARI E DEGLI ISTITUTI DI VIGILANZA E

DI INVESTIGAZIONE PRIVATA

Art. 133

 

Gli enti pubblici, gli altri enti collettivi e i privati possono destinare guardie particolari

alla vigilanza o custodia delle loro proprietà mobiliari od immobiliari.

Possono anche, con l'autorizzazione del Prefetto, associarsi per la nomina di tali

guardie da destinare alla vigilanza o custodia in Comune delle proprietà stesse.

Regolamento

(Art. 249, Art. 250, Art. 251, Art. 252, Art. 252-bis, Art. 253, Art. 254, Art. 255, Art.256)

 

Art. 134 

 

Senza licenza del Prefetto è vietato ad enti o privati di prestare opere di vigilanza o

custodia di proprietà mobiliari od immobiliari e di eseguire investigazioni o ricerche

o di raccogliere informazioni per conto di privati.

Salvo il disposto dell'art. 11, la licenza non può essere conceduta alle persone che

non abbiano la cittadinanza italiana ovvero di uno Stato membro dell'Unione

europea o siano incapaci di obbligarsi o abbiano riportato condanna per delitto non

olposo.

I cittadini degli Stati membri dell'Unione europea possono conseguire la licenza per

prestare opera di vigilanza o custodia di beni mobiliari o immobiliari alle stesse

condizioni previste per i cittadini italiani.

La licenza non può essere conceduta per operazioni che importano un esercizio di

pubbliche funzioni o una menomazione della libertà individuale.

Il regolamento di esecuzione individua gli altri soggetti, ivi compreso l'institore, o

chiunque eserciti poteri di direzione, amministrazione o gestione anche parziale

dell'istituto o delle sue articolazioni, nei confronti dei quali sono accertati l'assenza

di condanne per delitto non colposo e gli altri requisiti previsti dall'articolo 11 del

presente testo unico, nonche' dall'articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575. 

(1)

 Regolamento (Art. 256-bis, Art. 257, Art. 257-bis, Art. 257-ter, Art. 257-quinquies, Art. 257-sexies,

Art. 258, Art. 259, Art. 260-bis, Art. 260-ter, Art. 260-quater,)

(1)"Ultimo comma aggiunto dall'art. 4 del Decreto-Legge 8 aprile 2008, n. 59

concernente “ disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e

l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunita' europee”,

pubblicato sulla G.U. del 9 Aprile 2008, n. 84, successivamente convertito nella

Legge 6 giugno 2008, n. 101 pubblicata sulla G.U. del 7 giugno 2008, n. 132".

 

Art. 134 - bis(1)

 

(Disciplina delle attivita' autorizzate in altro Stato dell'Unione europea)

1. Le imprese di vigilanza privata stabilite in un altro Stato membro dell'Unione

europea possono stabilirsi nel territorio della Repubblica italiana in presenza dei

requisiti, dei presupposti e delle altre condizioni richiesti dalla legge e dal

regolamento per l'esecuzione del presente testo unico, tenuto conto degl 

adempimenti, degli obblighi e degli oneri gia' assolti nello Stato di stabilimento,

attestati dall'autorita' del medesimo Stato o, in mancanza, verificati dal prefetto.

2. I servizi transfrontalieri e quelli temporanei di vigilanza e custodia da parte di

imprese stabilite in un altro Stato membro dell'Unione europea sono svolti alle

condizioni e con le modalita' indicate nel regolamento per l'esecuzione del presente

testo unico.

3. Il Ministro dell'interno e' autorizzato a sottoscrivere, in materia di vigilanza

privata, accordi di collaborazione con le competenti autorita' degli Stati membri

dell'Unione europea, per il reciproco riconoscimento dei requisiti, dei presupposti e

delle condizioni necessari per lo svolgimento dell'attivita', nonche' dei provvedimenti

amministrativi previsti dai rispettivi ordinamenti.»;

(1)"Articolo aggiunto dall'art. 4 del Decreto-Legge 8 aprile 2008, n. 59 concernente

“ disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e l'esecuzione di

sentenze della Corte di giustizia delle Comunita' europee”, pubblicato sulla G.U. del

9 Aprile 2008, n. 84, successivamente convertito nella Legge 6 giugno 2008, n. 10 

pubblicata sulla G.U. del 7 giugno 2008, n. 132".

 

Art. 135 (1)

 

I direttori degli uffici di informazioni, investigazioni o ricerche, di cui all'articolo

precedente, sono obbligati a tenere un registro degli affari che compiono

giornalmente, nel quale sono annotate le generalità delle persone con cui gli affari

sono compiuti e le altre indicazioni prescritte dal regolamento.

Tale registro deve essere esibito ad ogni richiesta degli ufficiali o agenti di pubblica sicurezza.

Le persone, che compiono operazioni con gli uffici suddetti, sono tenute a

dimostrare la propria identità, mediante la esibizione della carta di identità o di altro

documento, fornito di fotografia, proveniente dall'amministrazione dello Stato.

 I direttori suindicati devono inoltre tenere nei locali del loro ufficio permanentemente

affissa in modo visibile la tabella delle operazioni alle quali attendono, con la tariffa

delle relative mercedi.

Essi non possono compiere operazioni diverse da quelle indicate nella tabella o

ricevere mercedi maggiori di quelle indicate nella tariffa o compiere operazioni o

accettare commissioni con o da persone non munite della carta di identità o di altro

documento fornito di fotografia, proveniente dall'amministrazione dello Stato.

La tabella delle operazioni deve essere vidimata dal Prefetto.

(1)"Le parole barrate del quinto comma ed il sesto comma di questo articolo sono

state soppresse dall'art. 4 del Decreto-Legge 8 aprile 2008, n. 59 concernente  

disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e l'esecuzione di

sentenze della Corte di giustizia delle Comunita' europee”, pubblicato sulla G.U. del

9 Aprile 2008, n. 84, successivamente convertito nella Legge 6 giugno 2008, n. 101

pubblicata sulla G.U. del 7 giugno 2008, n. 132".

Regolamento

(Art. 260)

Art. 136 (1)

La licenza è ricusata a chi non dimostri di possedere la capacità tecnica ai servizi

che intende esercitare.

Può, altresì, essere negata in considerazione del numero o della importanza degli

istituti già esistenti.

 La revoca della licenza importa l'immediata cessazione dalle funzioni delle guardie

che dipendono dall'ufficio.

L'autorizzazione può essere negata o revocata per ragioni di sicurezza pubblica o

di ordine pubblico.

Regolamento

 (Art. 257, 4; 257-bis, 3; 257 - quater)

(1)"Le parole barrate del secondo comma di questo articolo sono state soppresse

dall'art. 4 del Decreto-Legge 8 aprile 2008, n. 59 concernente “ disposizioni urgenti

per l'attuazione di obblighi comunitari e l'esecuzione di sentenze della Corte di

giustizia delle Comunita' europee”, pubblicato sulla G.U. del 9 Aprile 2008, n. 84,

successivamente convertito nella Legge 6 giugno 2008, n. 101 pubblicata sulla

G.U. del 7 giugno 2008, n. 132".

 

Art. 137

 

Il rilascio della licenza è subordinato al versamento nella cassa depositi e prestiti di

una cauzione nella misura da stabilirsi dal Prefetto.

La cauzione sta a garanzia di tutte le obbligazioni inerenti all'esercizio dell'ufficio e

della osservanza delle condizioni imposte dalla licenza.

Il Prefetto, nel caso di inosservanza, dispone con decreto che la cauzione, in tutto o

in parte, sia devoluta all'erario dello Stato.

Lo svincolo e la restituzione della cauzione non possono essere ordinati dal

Prefetto, se non quando, decorsi almeno tre mesi dalla cessazione dell'esercizio, il 

concessionario abbia provato di non avere obbligazioni da adempiere in

conseguenza del servizio al quale l'ufficio era autorizzato.

 

Art. 138

 

Le guardie particolari devono possedere i requisiti seguenti:

1) essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell'Unione europea;

2) avere raggiunto la maggiore età ed avere adempiuto agli obblighi di leva;

3) sapere leggere e scrivere;

4) non avere riportato condanna per delitto;

5) essere persona di buona condotta morale;

6) essere munito della carta di identità;

7) essere iscritto alla cassa nazionale delle assicurazioni sociali e a quella degli

infortuni sul lavoro.

Il Ministro dell'interno con proprio decreto, da adottarsi con le modalita' individuate

nel regolamento per l'esecuzione del presente testo unico, sentite le regioni,

provvede all'individuazione dei requisiti minimi professionali e di formazione delle

guardie particolari giurate. (1)

Ai fini dell'approvazione della nomina a guardia particolare giurata di cittadini di altri

Stati membri dell'Unione europea il prefetto tiene conto dei controlli e delle verifiche

effettuati nello Stato membro d'origine per lo svolgimento della medesima attivita'.

Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 134-bis, comma 3.(2)

La nomina delle guardie particolari giurate deve essere approvata dal prefetto. Con

l'approvazione, che ha validità biennale, il prefetto rilascia altresì, se ne sussistono i

presupposti, la licenza per il porto d'armi, a tassa ridotta, con validità di pari durata.

Le guardie particolari giurate, cittadini di Stati membri dell'Unione europea,

possono conseguire la licenza di porto d'armi secondo quanto stabilito dal decreto

legislativo 30 dicembre 1992, n. 527, e dal relativo regolamento di esecuzione, di

cui al decreto del Ministro dell'interno 30 ottobre 1996, n. 635. Si osservano, altresì,

le disposizioni degli articoli 71 e 256 del regolamento di esecuzione del presente

testo unico.

Salvo quanto diversamente previsto, le guardie particolari giurate nell'esercizio

delle funzioni di custodia e vigilanza dei beni mobili ed immobili cui sono destinate

rivestono la qualita' di incaricati di un pubblico servizio.(3)

(1) (2) (3) " Commi aggiunti dall'art. 4 del Decreto-Legge 8 aprile 2008, n. 59

concernente “ disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e

l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunita' europee”,

pubblicato sulla G.U. del 9 Aprile 2008, n. 84, successivamente convertito nella

Legge 6 giugno 2008, n. 101 pubblicata sulla G.U. del 7 giugno 2008, n. 132".

Regolamento

(Art. 71, Art. 256)

 

Art. 139

 

Gli uffici di vigilanza e di investigazione privata sono tenuti a prestare la loro opera

a richiesta dell'autorità di pubblica sicurezza e i loro agenti sono obbligati ad aderire 

a tutte le richieste ad essi rivolte dagli ufficiali o dagli agenti di pubblica sicurezza o

di polizia giudiziaria.

Art. 140

 

I contravventori alle disposizioni di questo titolo sono puniti con l'arresto fino a due

anni e con l'ammenda da € 206,00 ad € 619,00.

 

Art. 141

 

I provvedimenti del Prefetto nelle materie prevedute in questo titolo sono defini

 

La figura dell'investigatore privato è disciplinata sostanzialmente dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (R.D. 18 giugno 1931 n. 773) e dal relativo regolamento di attuazione di cui al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, in particolare gli artt. da 257 a 260 che fanno poi riferimento al R.D.l.vo 26 settembre 1935 n. 1952 ed il R.D.l.vo 12 novembre 1936 n. 2144. Il regolamento del 1940 demanda inoltre ad apposito regolamento, da emanare ai sensi di un decreto del Ministero dell'Interno, l'individuazione delle caratteristiche minime e degli altri requisiti richiesti.

Il d.lgs. 27 luglio 1989 n. 271 disponeva inoltre che, in assenza di specifica disciplina:

In ottemperanza alle disposizioni del TULPS e del relativo regolamento è stato emanato apposito il decreto del Ministero dell'interno del 1º dicembre 2010 n. 269, che ha regolamentato gli istituti di cui sopra.

Il decreto ha provveduto alla riorganizzazione della disciplina relativa agli istituiti di investigazione privata e dei requisiti di questi ultimi.In particolare, la nuova regolamentazione, stabilisce che la professione viene riclassificata nel seguente modo:

  • investigatore privato titolare d'istituto;

  • informatore commerciale titolare d'istituto;

  • investigatore autorizzato dipendente;

  • informatore autorizzato dipendente.

Dalla superiore nuova classificazione si evincono due importanti novità:

  • la separazione delle due figure (investigatore privato/informatore commerciale);

  • la creazione di una nuova figura di personale dipendente, che deve però essere in possesso di apposita licenza.

Relativamente al primo punto va segnalato che, come precisato in apposita circolare del Ministero dell'interno del 2011,[3] la netta distinzione tra l'attività di investigatore privato e informatore commerciale si sostanzia nel fatto che quest'ultima si caratterizza per la raccolta di dati relativi alle imprese, concreti i bilanci, i debitori protestati, i riferimenti anagrafici delle imprese e dell'aggregazioni dei dati raccolti, indispensabile agli imprenditori nelle decisioni operative.

Agenzia Investigativa delle Alpi

P. I.V.A. 10480230019 | Tel: 0116670949 | Mail: indagini@indagini.com​

Via Ventimiglia, 76 - 10126 Torino

Sede Operativa di riferimento su tutto il 

Territorio Nazionale

e37a8b_fe1334fd183948b7bedfb9d58ee0e435.
Informativa Privacy